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Atti Seminari e Convegni

Premessa a “Come possono imparare se li teniamo inchiodati alla sedia?”

Il titolo è abbastanza esplicativo del contenuto di questo Seminario. La parola “immobilità” mal si associa al concetto di apprendimento. “Seduti e zitti” si diceva un tempo. Ora, facciamoli muovere!

Ce lo dice Jerome Bruner nel suo libro “Toward a Theory of Instruction” Secondo l’eminente studioso, gli esseri umani accedono al sapere attraverso tre modalità: l’azione, le immagini e i simboli [il linguaggio verbale, per intenderci]. Ciascuno ha sia punti di forza che di debolezza, ma l’aspetto meraviglioso della mente dell’uomo è che non ha uno, bensì tre modi per capire le cose. Questo, secondo Bruner, permette non soltanto una comprensione più profonda ma anche la possibilità di individuare eventuali contraddizioni e non sensi. Di queste tre modalità la prima (l’azione) stenta a trovare nelle nostre scuole pari dignità rispetto alle altre due.

Il glottodidatta Gianfranco Porcelli, dell’Università di Pavia, ci dice “Tutto il corpo è coinvolto nell’esperienza linguistica totale, ed è solo l’esperienza totale quella che si radica nel soggetto, diventa patrimonio acquisito e si traduce in abilità e competenze.”

Anche dalla neuroscienza giunge la notizia che il cervelletto, la parte del cervello che elabora i movimenti, svolge anche una funzione nell’elaborazione dell’apprendimento. Peter Strick – codirettore del Center of Neural Basis of Cognition dell’University of Pittsburgh, ha tracciato sentieri che collegano il cervelletto alle parti del cervello coinvolte nella memorizzazione, nell’attenzione, nel linguaggio, nelle emozioni, nel prendere decisioni e nella percezione spaziale.

Da molto tempo ormai la filosofia orientale non è più la sola ad affermare l’indivisibilità della mente e del corpo. Siamo noi insegnanti che in molti casi non abbiamo ancora adattato sufficientemente il nostro modo di fare lezione a questa concezione ormai accettata da numerosi settori della scienza e della filosofia occidentali.

Il Seminario è fondamentalmente pratico. Consiste in una serie di laboratori preparati dagli insegnanti della nostra scuola, ciascuno dei quali tratterà un tipo di attività didattica che mette l’accento sul movimento. Saranno presentati video di studenti al lavoro, risultati di indagini svolti tra gli studenti, trucchi del mestiere per coinvolgere studenti inizialmente restii ad alzarsi dalla sedia ed altro ancora.

[Cliccare qui per la presentazione di un libro (“Movimente”) ispirato da questo seminario]