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Ascoltare letteratura

… le parole pronunciate si mettevano ad esistere al di fuori di me, vivevano veramente. E poi mi sembrava che fosse un atto d’amore, che fosse l’amore stesso…
… le nostre ragioni di leggere sono strane quanto le nostre ragioni di vivere. Nessuno è autorizzato a chiederci conto di questa intimità.
I rari adulti che mi hanno dato da leggere hanno sempre ceduto il passo ai libri e si sono ben guardati dal chiedermi che cosa avessi capito.
(D. Pennac, Come un romanzo)

Quando abbiamo cominciato a lavorare al Seminario internazionale di quest’anno più che l’entusiasmo in noi prevalevano i dubbi. Il tempo passava, il Seminario era alle porte e non avevamo ancora chiare le modalità in cui tradurre la nostra proposta.

Certo il tema del Seminario era interessante: la letteratura, una dimensione privilegiata della lingua e della cultura alla quale come insegnanti di lingua straniera vorremmo avvicinare lo studente. Nella scuola lo studio dei testi letterari, così come sono proposti dai programmi ministeriali, è fondamentale. La letteratura in un simile contesto è “cultura”, un mostro sacro da ammirare, studiare, analizzare e, solo in ultimo, da vivere. L’approccio al testo dà la priorità alla sua analisi scientifica pur ponendosi come obiettivo il piacere della lettura[1]. Posto in questi termini il fare letteratura si traduce nella necessità di capire, ne consegue che il testo si impoverisce nella sua natura se difetta sul versante di una comprensione “totale”. Ma siamo sicuri che la letteratura sia solo questo?

Per noi letteratura è sinonimo di piacere della lettura e non siamo sicure che tale piacere si esplichi principalmente nella “comprensione”. Un romanzo, un racconto, un testo teatrale, insomma la “letteratura” (o le letterature) sono anche un viaggio in mondi paralleli, sono un’esperienza totale nel corso della quale il lettore può assaporare, toccare, vedere, odorare, ascoltare, vivere.

Se il piacere non si esplica solamente nella comprensione e se letteratura vuol dire aprirsi ad un mondo sognato e misterioso, da scoprire, perché non condurvi lo studente attraverso i suoni che diventano parole per poi diventare immagini, idee, racconto? In un secondo momento, crediamo, dopo aver sperimentato il piacere della scoperta, il testo può diventare “mostro sacro”, analisi, comprensione globale.

Proprio qui si trova la chiave del nostro laboratorio: la magia del racconto letto e ascoltato. La voce e l’invenzione letteraria che si fondono per accompagnare l’ascoltatore/lettore attraverso un’esperienza sensoriale nuova, quella uditiva.

Un compito non certo facile. Tanto più che avevamo pensato di concentrarci sul teatro, anzi su un testo teatrale recitato alla radio. Una vera impresa!

La RAI prevede trasmissioni radiofoniche teatrali ma i testi sono per lo più stranieri. Registrazioni da acquistare o prendere in prestito? Neanche a parlarne. Nelle nostre ricerche siamo incappate in un programma dedicato a Calvino nel corso del quale venivano trasmessi alcuni dei suoi racconti in un adattamento teatrale. Così abbiamo scelto “La formica argentina”, un racconto difficile per la mole, il tema e il linguaggio utilizzato dall’autore. Eppure l’adattamento teatrale era perfetto: suoni, voci, atmosfera; tutto il fascino della letteratura ascoltata in cui la parola prende vita e la letteratura diventa un’esperienza sensoriale più ampia. Attraverso la radio, il romanzo, il racconto, il testo teatrale, amplificano la loro natura di viaggio in mondi paralleli e diventano un’esperienza totale nel corso della quale i suoni, le parole, le voci prendono vita “materializzandosi” nella mente dell’ascoltatore.

L’ascolto, insomma, come motore dell’immaginazione. La parola detta che attiva la memoria del racconto orale è un ponte con il mondo magico dell’infanzia quando la lettura era quella cui altri davano vita per noi.

Suoni e voci →  immaginazione

Parole           →  immaginazione

Idee            →   comprensione

Racconto   →   comprensione

Così è stato per noi ma è possibile far sperimentare allo studente le stesse cose? È possibile fargli ascoltare le stesse cose che abbiamo ascoltato noi? Forse no. Sicuramente uno studente che si avvicina alla letteratura in una lingua straniera dovrà fare i conti con competenze linguistiche e culturali molto ampie[2]. Ma a pensarci bene noi non vogliamo che lo studente ascolti esattamente le stesse cose, il nostro obiettivo è che sperimenti il piacere, che si aprano anche per lui le porte su un mondo misterioso, che il testo funzioni da catalizzatore dell’immaginazione (sempre che lo studente sia disposto a farsi trascinare in un tale mondo!). L’obiettivo è che lo studente viva una bella esperienza; naturalmente non esiste il problema della non comprensione perché nel momento in cui si decide di proporre un testo letterario si opera una scelta quindi la sfida non sarà “troppo” alta (anche perché in caso contrario fallirebbe il proposito di avvicinarlo alla letteratura).

Per rendere la sfida meno alta e preparare lo studente al piacere dell’ascolto si potrebbero svolgere delle attività propedeutiche quali: la lettura di una parte del testo o della sceneggiatura radiofonica; la focalizzazione su un aspetto pregnante del racconto e la successiva analisi; una produzione libera scritta in cui gli studenti vengono invitati a proseguire la storia; e così via[3]. Si potrebbero cioè mettere in atto una serie di strategie che abbiano come momento culminante l’ascolto[4].

A questo punto però, potrebbe mancare un elemento: l’impatto immaginativo ed emotivo dell’ascolto. Si potrebbe obiettare che lo studente sperimenterebbe più la frustrazione che il piacere e che senza parametri di riferimento l’immaginazione rimarrebbe muta. Secondo noi l’insegnante dovrebbe sopperire ad ogni attività propedeutica semplicemente scegliendo con attenzione le istruzioni di lancio dell’attività.

Partendo da quest’idea abbiamo riproposto il brano audio di “La formica argentina” successivamente al laboratorio di maggio in altre classi e in livelli differenti e più precisamente in due classi di IV livello alla seconda e alla quarta settimana (pari a circa 280 e 300 ore rispettivamente) e in una classe di V livello alla quarta settimana (pari a 380 ore circa)[5]. In questo caso si sono seguite però delle modalità diverse da quelle proposte nel seminario; l’ascolto non è stata l’attività finale di una catena di attività ma è stato proposto come unica modalità di approccio al testo letterario. E’ stata scelta la parte iniziale del racconto quindi un brano diverso da quello scelto per il seminario in considerazione sia del livello in cui veniva proposto il testo sia per la ricchezza delle informazioni musicali, acustiche e narrative presenti.

Agli studenti è stato detto che avrebbero ascoltato un brano di letteratura in una versione radiofonica. Le indicazioni date dalle insegnanti alla classe prima dell’ascolto hanno mirato a creare un ambiente intimo e rilassato, è stato chiesto agli studenti di farsi catturare dai suoni, dalla musica, dall’intonazione degli attori e di lasciare che le immagini e le sensazioni prendessero vita diventando parole, idee e, quindi, racconto.

Sono stati effettuati due ascolti e due consultazioni in quest’ordine:

  1. Ascolto
  2. Consultazione a coppie
  3. Ascolto
  4. nuova consultazione con un altro studente.

Successivamente agli ascolti è stata lanciata la produzione libera scritta chiedendo loro di raccontare l’esperienza appena vissuta: ciò che avevano sentito, provato, immaginato (luci, colori, atmosfera, immagini, vicende).

Le produzioni degli studenti si sono rivelate molto interessanti perché hanno provato che un brano raccontato può stimolare immaginazione e comprensione insieme.

Riportiamo qui di seguito tre esempi:

La musica che ho sentito me ha trasportato a un piccolo e bellissimo paise en campagna dove tu puoi sentire il sonido di gli passerotti svegliarte in la mattina, aprire la finestra, mirare al infinito e vedere il prato verde, il cielo azurro con un colore bellissimo sinza nuboles, con il sole resplendente (molto iluminato) e anche sentire il ligero del fiume che ti da pace e te sente veramente relaxada.
Gli voces sono belle anche pensades e tranquiles perché penso che al fine loro se sente felici e contenti di essere, vivere insieme in questa bella casa con il giardino e con il suo bambino e anche con gli vicini. Ma qualcosa succede e rompe questa armonia e felicità.

Immaculada (IV livello)

Abbiamo avuto molti probleme nella nostra relazione e voluto di cominciare al nuovo. Dopo tanti anni nella città abbiamo voluto una piccola casetta con giardino alla campagna per sentire la liberta di fare le cose noi abbiamo voluto.
La casetta era un po vecchia e dobbiamo restauratola ma era una lavora allegro perche questa veramente era la casa nostra.
Nella prima sera abbiamo fatto una passegiata per conoscere il ambiente e abbiamo incontrato il padrona della casa. Lui è veramente molto gentile, anche la moglie.
Loro due sono tipichi esempi delle persone nella campagna. Molto tranquilli, gentili con buon humore. La moglie è grande come una madre che ha fatto (e mangiato)molti piatti buoni nella vita sua, e lui è un anziano un po piccolo con i capelli bianchi. Una coppia bella. Siamo stati parlando con loro due nella sera. Ancora c’era sole ma fresco e la atmospera dela campagna era magnifica, realmente magica. Il cielo era azurro con piccole nuovole e dovunque si ha veduto c’era fiori e erba verde. I uccelli cantavano belissima e noi siamo stati contenti solo essere alla vita.
La settimana prossima abbiamo lavorato con la casetta. Era divertente. E questo ha continuato se non questa cosa è successo. Quando Io stavo al cucina mi ho sentito una strana rumore dalla altra camera sono andata qui è ho visto il mio bambino. Una cosa molto pericoloso è successo. Io ho presso paura e non posso fare niente senza urlare. Adesso non voglio spiegare perche è troppo triste. Grazie alla fortuna di moi marito stava entrando della camera e mi aiuta salvare il bambino dal questo situazione.
Adesso devo finire perche non posso spiegare di più. Per me e molto tormentoso.

Therese (IV livello)

Le sensazione
Dal inizio, ho sentito un po la brutezza dell’ambiente. Un poco fredddo, triste. La infelicittà era intensa. Forse colori scuri, come nero o marron forte. Poi, la felicittà de l’ altro ambiente. Attesa e felicittà. Semplicittà. Le persone sono insieme in un bel posto. Un vero sogno. I colori sono azzurro, bianco e giallo. Molta pace. Al fine, ci si sente un po di paura. Un grido di paura. Un grido al vento. Nuovamente il freddo.

 (V livello)

[1] Recita la prefazione di un’antologia letteraria: ”È indispensabile infatti che la conoscenza dell’oggetto letterario si fondi su un rapporto diretto con esso, in modo che il discente possa acquisire i metodi della ricerca scientifica, sviluppare le sue capacità di osservazione, di analisi, di confronto su realtà concrete, non ultima finalità, possa ricavare dalla lettura quel piacere che può stimolarlo ad accostarsi autonomamente all’opera intera…”. Baldi, G., Giusso, S., Razetti, M., Zaccaria, G., 1999 Dal testo alla storia, dalla storia al testo, Pavia, Paravia.

[2] È anche vero che la letteratura sa comunicare su più livelli ed esiste un livello elementarmente umano più o meno accessibile.

[3] Si rimanda all’articolo contenente le proposte avanzate dai partecipanti al laboratorio riportate nei presenti atti del seminario alle pp. ………

[4] Nel laboratorio presentato al seminario sono state proposte una serie di attività di cui l’ascolto era la fase conclusiva, tale scelta era stata fatta dall’insegnante tenendo conto naturalmente della classe.

[5] A questo proposito ringraziamo Letizia e Susanna che hanno accettato di proporre l’ascolto nelle loro classi seguendo le nostre indicazioni.