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Atti Seminari e Convegni

Esercitazione controllata orale a livelli misti

Credo che sia la norma dover lavorare con una classe nella quale ci troviamo di fronte a studenti con un livello linguistico non omogeneo. I motivi possono essere vari: dalla semplice impossibilità tecnica di poter spostare durante l’anno scolastico o accademico uno studente effettivamente toppo avanti o viceversa troppo indietro rispetto al livello programmato. Oppure – e questo avviene nella maggior parte dei casi – lo studente non ha sviluppato con lo stesso successo di altri le abilità linguistiche e metalinguistiche.

Cosa fare dunque?

Per quanto riguarda le attività di comprensione orale e scritta (autentiche) si pongono pochi problemi. Lo studente si “prende” ciò che è in grado di prendere. Lo stesso succede per le produzioni libere orali e scritte. Esegue questi lavori secondo il suo grado di conoscenza della lingua bersaglio.
Che cosa succede invece di fronte ad un’attività analitica, per esempio un’esercitazione orale controllata oppure un Cloze?
In questi casi è l’insegnante che decide il livello di difficoltà del lavoro da eseguire. Il lavoro può essere decisamente superiore alle capacità di uno studente o al contrario troppo facile per altri. In entrambi i casi sarebbe frustrante per lo studente e ostacolerebbe i suo processo di apprendimento. Per rispettare entrambi i casi, assicurando ad ognuno il proprio progresso, propongo di preparare Esercitazioni controllate e Cloze a vari livelli di difficoltà. Sarà lo studente poi a scegliere con quale livello vuole lavorare.

Descrivo di seguito un’Esercitazione controllate orale in tedesco presentata durante questo seminario.

Prima fase: lo spremicervello
Disegno sulla lavagna un pacco regalo per ottenere dagli studenti i seguenti termini:
Geschenk/schenken
(regalo/regalare)

Poi chiedo a tutta la classe a quali persone si può fare durante l’anno un regalo. Scrivo alla lavagna le risposte insieme al genere del sostantivo (data l’importanza nella lingua tedesca della declinazione).
Alcuni esempi del seminario sono stati:

  • Freund (m) amico (m)
  • Sohn (m) figlio (m)
  • Mutter (f) madre (f)
  • Bruder (m) fratelllo (m)
  • Eltern (pl.) genitori (pl)
  • Oma (f) nonna (f)

La domanda successiva è:
Che cosa si può regalare per un compleanno, a Natale, per un anniversario, ecc.?
Scrivo anche questi esempi alla lavagna chiedendo sempre il genere del sostantivo.

  • Buch (n) libro (m)
  • Blumen (pl) fiori (pl)
  • Flasche Wein (f) bottiglia di vino (f)
  • Pullover (m) pullover (m)hr (f) orologio (m)

Questa prima fase chiamata “spremicervello” serve soprattutto per i primi livelli in modo che gli studenti non abbiano troppi problemi lessicali.

Seconda fase: l’esemplificazione
Chiedo adesso agli studenti di fare esempi di regali fatti da loro durante l’anno alle persone suddette o ad altri. Scrivo poi i primi 3 esempi ricevuti da loro alla lavagna, dopo aver fatto risolvere dagli altri studenti eventuali problemi (declinazione, scelta dell’articolo possessivo, ecc.). Invito poi gli studenti a trasformare le tre frasi scritte alla lavagna nel modo seguente:
Tutti e 3 gli enunciati sono da trasformare in terza persona, aggiungendo il nome dello studente, che “ha fatto il regalo”.

Inoltre il compito è:
A) nella prima frase di accordare solamente l’aggettivo possessivo,
B) nella seconda frase sempre di accordare l’aggettivo possessivo ed in più sostituire “il regalo” con il pronome oggetto diretto,
C) nella terza frase è da sostituire sia “il regalo” con il pronome oggetto diretto come pure “il destinatario” con un pronome indiretto.

Seguono 3 esempi dati durante il Seminario e la loro trasformazione in tedesco (con traduzione in italiano).
Esempi dati Trasformazione
– Ich habe meiner Frau eine Uhr geschenkt. (Io ho regalato a mia moglie un’orologio.) A) Virgilio hat seiner Frau eine Uhr geschenkt. (Virgilio ha regalato a sua moglie un’orologio.)
– Ich habe meiner Studentin ein Parfum geschenkt. (Io ho regalato alla mia studentessa un profumo.) B) Piero hat es seiner Freundin geschenkt. (Piero lo ha regalato alla sua studentessa.)
– Ich habe meiner Freundin Blumen geschenkt. (Io ho regalato alla mia amica dei fiori.) C) Elena hat sie ihr geschenkt. (Elena glieli ha regalati.)

Terza fase: l’esercitazione
Gli studenti trovano a questo punto 3 tipi di esercitazioni con 3 livello di difficoltà alla lavagna. È lo studente stesso che sceglie adesso con quale livello di difficoltà vuole lavorare. Se la classe è numerosa, più di 10 persone, faccio sedere in cerchio tutti gli studenti che hanno scelto lo stesso livello di difficoltà. Normalmente sono gruppi di circa 4/5 persone.
Formati i gruppi invito gli studenti a proseguire come negli esempi dati precedentemente. Si lavora a catena fino ad “esaurimento regali”. Gli altri componenti del gruppo aiutano e correggono qualora fosse necessario.
L’insegnante resta comunque a disposizione degli studenti. Lo studente può cambiare livello in qualsiasi momento dell’esercitazione.

Considerazioni

Torniamo un attimo sull’affermazione fatta sopra, cioè che sia “lo studente a scegliere il livello di difficoltà con il quale vuole lavorare”. Il lettore potrebbe obbiettare che rendere esplicito il fatto che qualcuno in classe ha un livello inferiore rispetto ad altri può indurre un senso di umiliazione in questi studenti. Posso rispondere che i vari esperimenti condotti da me in classe durante l’anno sia per le Esercitazioni controllate orali che per i Cloze hanno avuto una risposta più che positiva. Alcuni studenti sentivano un grande sollievo perché veniva “ufficialmente” accettato il fatto di essere meno bravi. Alla domanda, dopo aver fatto un lavoro con questo criterio, come hanno percepito la differenziazione venivano date diverse risposte. Una era che “finalmente (una studentessa in questa abilità più debole) avevo la possibilità di fare progressi”, un’altra risposta era che “serve come autocritica, per valutare autonomamente a che punto sto” e per citare un ultima “oggi ho un forte mal di testa, se non avessi avuto la possibilità di scegliere un lavoro facile, non avrei lavorato per niente”.

Spero di aver dimostrato con questo laboratorio l’importanza di offrire a studenti di differente competenza morfosintattica un campo di azione dove ognuno abbia percezione del proprio progresso, pur partendo da livelli diversi.