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Atti Seminari e Convegni

Enunciati mimati

L’attività del parlare si può promuovere essenzialmente in due modi: uno è stimolare il discente a parlare a ruota libera tramite un compito assegnatogli, mettendo così in tensione la propria interlingua, l’altro è farlo parlare in modo guidato come per esempio nella ricostruzione di conversazione, nelle esercitazioni orali di vario tipo ecc.
Quasi sempre nel secondo modo è l’insegnante che guida l’attività.

È possibile far assumere allo studente il ruolo di ‘poliziotto’ per quanto concerne la correttezza linguistica?
Vediamone un esempio: per il seminario di quest’anno mi sono presentata in classe mimando il seguente enunciato:

– Buongiorno! Mi chiamo Uli. Sono molto contenta di poter lavorare con voi.

Ovviamente tutto in tedesco trattandosi di una lezione di tedesco. Man mano che mimavo invitavo a gesti gli studenti a ‘tradurre’ ciò che mimavo dando loro indicazioni gestuali sia per segnalare errori che per approvare. Il mio compito era quindi quello di far arrivare gli studenti alla comprensione del contenuto dell’enunciato e poi ricostruirlo.
Questa lezione dimostrativa serviva come preparazione ad una loro attività analoga che avrebbero dovuto autogestire lavorando in coppia.

Dato che non avevo a disposizione una vera e propria classe, ovvero non tutti sapevano il tedesco, e tra coloro che lo sapevano il livello era molto disomogeneo, mi ero preparata degli enunciati sia in italiano (la lingua del seminario) che in tedesco. Per ovviare al problema dei diversi livelli linguistici del tedesco avevo a disposizione enunciati di differente difficoltà. Ho quindi messo in coppia gli studenti-insegnanti, ho dato ad uno di loro un foglio con un enunciato e l’ho invitato a mimarlo al partner usando tutto lo spazio fisico, tutta la fantasia e tutti i movimenti a disposizione, vietandogli di parlare. Per un ulteriore aiuto avevo scritto alla lavagna dei messaggi numerati che il mimo poteva utilizzare in caso di difficoltà estrema. Per arrivare alla frase corretta potevano indicare con le dita i numeri che corrispondevano all’errore da segnalare:
1) errore di tempo
2) errore di genere
3) errore di caso
4) errore di costruzione
5) errore di lessico

Nonostante lo spavento e lo sgomento iniziale tutti si sono buttati nell’impresa. Il risultato è stato ottimo: in un’atmosfera di grande vivacità ed allegria tutti gli studenti hanno riflettuto a lungo sulla grammatica. Ho sperimentato nei miei corsi che più questa attività è svolta in classe, maggiori sono l’abilità e la competenza degli studenti riguardo il modo di svolgere il lavoro e ciò è facilmente constatabile dalla rapidità con cui arrivano all’enunciato bersaglio.