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Produzioni libere scritte

Nel corso del Seminario Internazionale sono state presentate alcune attività da proporre in classi di studenti principianti. Nel corso della presente relazione si parlerà di due delle suddette attività. È opportuno premettere che tali attività sono state “provate” in classi formate da studenti di differente provenienza e che sono state proposte dopo una settimana circa di corso intensivo, vale a dire dopo circa venti ore di lezione.

‘Storia a più mani’

La prima attività è stata chiamata “storia a più mani” e si propone l’obiettivo di praticare la lingua scritta (PLS) in gruppo. Qualora gli studenti fossero numerosi, si consiglia di dividere la classe in due o più gruppi in maniera tale da non rendere troppo dispersivo il lavoro. Il numero ottimale è di 8-10 studenti. Perché l’attività riesca è necessario che le istruzioni fornite dall’insegnante siano estremamente chiare. Su questo, lo ripetiamo, si basa la buona riuscita del lavoro. Sarebbe quindi auspicabile dare una dimostrazione pratica prima di cominciare l’attività. Si dispone quindi la classe in cerchio e si distribuisce ad ogni studente un foglio bianco (ognuno avrà una penna). A questo punto l’insegnante appende in classe, per esempio alla lavagna o alla parete, ben visibili a tutti, le fotografie di due persone, dando ad ognuna un nome, nel caso specifico: Angelica e Capitan Tancredi.

Dopo aver presentato i due, l’insegnante chiede alla classe di scrivere i nomi in cima al proprio foglio: sarà l’inizio di una storia scritta appunto “a più mani”. Ogni studente, infatti, scrive una frase che avrà come soggetto i nomi (o uno dei due nomi) delle foto. Terminata la frase lo studente piega il foglio in modo da coprire quanto ha scritto e lo passa al suo vicino di sinistra; tutti gli altri studenti fanno la stessa cosa contemporaneamente. Lo studente che riceve il foglio lo apre, legge quanto scritto dal compagno, lo ripiega e continua a scrivere la storia arricchendola di idee e di spunti nuovi. Scrive quindi un’altra frase, piega il foglio, e continua a farlo passare. Quando si è arrivati alla fine del foglio, l’insegnante avverte gli studenti che stanno per scrivere l’ultima frase, la conclusione della storia.

È importante sottolineare – e ripetere agli studenti – che devono leggere sempre soltanto l’ultima frase scritta. Questo contribuisce a far aumentare la curiosità verso quanto scritto dagli altri e a rendere particolarmente divertente il momento finale in cui ogni studente leggerà una storia alla classe.

Sarà comunque l’insegnante, a seconda dei casi e del tempo a disposizione, a decidere se proporre o meno un momento di lettura finale, magari sempre restando nel cerchio (in questo caso l’insegnante si unirà agli studenti), in cui ogni studente legge una storia ad alta voce, oppure lasciare che ogni studente legga in silenzio, individualmente, la storia che ha concluso.

Una simpatica modalità consiste nel raccogliere le storie ottenute, fotocopiarle per tutti gli studenti, quindi rilegarle usando, per esempio, la spillatrice, e farne “dono” ad ogni studente che potrà così “portarsi a casa” tutte le storie alle quali avrà collaborato.

Nella mia personale esperienza ho notato negli studenti una particolare soddisfazione nel riconoscere il progresso ottenuto nel produrre la lingua scritta. Inoltre, l'”anonimato” richiesto dall’attività (si può chiedere alla classe, per esempio, di scrivere tutti con la penna blu, o nera, magari in stampatello) fa sì che gli studenti si sentano liberi di produrre e di spaziare con la fantasia.

Qui di seguito è riprodotto un esempio.

‘Rielaborazione di una storia a più mani’

Al tema della fantasia e della produzione di lingua scritta (PLS) si ricollega anche l’attività seguente. Si tratta appunto della rielaborazione di una “storia a più mani” e rappresenta quindi una sorta di estensione dell’attività precedente. Altra finalità che si propone è di aiutare lo studente a superare la paura del foglio bianco”. Immagino sia capitato a tutti, in particolare con le classi di principianti, di lanciare l’attività di PLS e trovarsi di fronte a volti persi e in difficoltà. Non è facile scrivere qualcosa su richiesta, lo è ancora meno se bisogna farlo in una lingua che non è la nostra e che abbiamo appena avvicinato.

Secondo la mia personale esperienza questa attività può essere di aiuto proprio in questa fase. Lo studente – insieme ai compagni – ha già scritto una storia (vedi attività precedente) ed ora tale storia funge da “punto di partenza”, rappresenta il canovaccio sul quale lavorare. Praticamente, ogni studente ha una storia oppure, qualora i fogli fossero stati raccolti dall’insegnante, vengono ridistribuiti ad ognuno. L’insegnante dice agli studenti che sono degli scrittori e che il foglio in loro possesso è stato trovato nella soffitta della casa della nonna (naturalmente si tratta di una possibilità, se ne possono trovare tante altre a seconda della fantasia del momento e dell’insegnante). Hanno quindi avuto l’idea di farne una storia per poi pubblicarla, oppure che hanno l’intenzione di scrivere una storia rivolta a un pubblico di bambini. È importante sottolineare che ognuno di loro è libero di rielaborare la storia come crede, questo per permettere a tutti di esprimersi. Pertanto, ci sarà lo studente povero di idee, incapace di inventare, che non apporterà nuove idee alla storia, ma si limiterà ad una revisione grammaticale; così come potrà esserci lo studente più creativo che avrà la possibilità di reinventare una storia, magari partendo da una piccola idea contenuta nel foglio originale.

A questo punto alcune considerazioni: nelle classi in cui ho provato questa attività – durata 30 minuti – ho consentito l’uso del dizionario; una volta, proponendo il lavoro, ho riappeso in classe le foto dei due protagonisti con il risultato che quasi nessuno studente le ha considerate. Probabilmente, a ben rifletterci, le foto possono rappresentare un limite e/o comunque non sono più così importanti, dal momento che una storia già c’è. Per questo motivo le volte successive in cui ho proposto l’attività non ho usato le foto, ma ho lasciato gli studenti liberi di scrivere senza alcun tipo di vincolo. Va inoltre detto che questa seconda attività – come del resto la precedente – è nata all’interno di un corso intensivo di 4 ore giornaliere, per un totale di 20 ore settimanali. Posso facilmente immaginare l’esistenza di corsi meno intensivi in cui non è forse possibile proporre un’attività di PLS della durata di 30 minuti. In questi casi mi sentirei di affermare che questa seconda attività si presta benissimo ad essere svolta come compito a casa.
Per concludere, suggerirei di vedere le due attività proposte come una modalità più giocosa e meno stressante di praticare la lingua scritta con la complicità degli altri e in un’atmosfera decisamente rilassata e informale.
Qui di seguito è riprodotto un esempio.