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I libri di testo per i principianti

L’idea di questo laboratorio è nata insieme alla mia collega Rita Luzi Catizone e insieme lo abbiamo preparato quasi interamente. Mi sarebbe piaciuto condividere con Rita commenti a caldo e palpitazioni organizzative ma lei purtroppo non ha potuto partecipare al seminario per problemi di salute poi fortunatamente risolti. Le do appuntamento al prossimo!

Cosa c’è di più rassicurante per lo studente, soprattutto per chi muove i primi passi in una L2 e per l’insegnante che lo guida nell’avventura di avere Il Libro di Testo?! Poche cose, credo, possono dare altrettanta sicurezza e tranquillità. Il poter dire e sentire: “Aprite il vostro libro a pagina …”. “Aprite. Che bello!” pensa l’insegnante, “una attività predisposta!” Può riadattarla, modificarla, ma si sente sollevata da uno degli incubi più frequenti: IL MATERIALE. Mi manca il materiale, non trovo il materiale adatto, dovrei crearmi il materiale, quanto tempo per farsi il materiale, ecc…. Quindi il libro di testo è per molti insostituibile e quando anche non lo fosse è comunque uno dei tanti strumenti di cui l’insegnante può dotarsi per crearsi la sua lezione. Dall’altra parte lo studente principiante si aspetta dal libro di testo tutto, cioè che sia molte cose insieme: una buona guida grammaticale, un veicolo verso la lingua che sta studiando nelle situazioni di vita reale, qualcosa con cui divertirsi. Quindi è importante sia a livello simbolico che come vero strumento, punto di riferimento per molti per poter lavorare da soli e con altri, da utilizzare a casa e a scuola. Insomma credo che tutti noi abbiamo delle grandi aspettative da un libro di testo nel senso che deve essere esaustivo. Se poi ciò che troviamo non lo è, tanto peggio.

Noi insegnanti comunicativi non ci perderemo però d’animo perché sapremo comunque costruirci una lezione forse anche più bella e soddisfacente. Resterà la fatica e la pazienza di spiegare allo studente che: “no, il libro di testo non c’è” oppure: “oggi facciamo qualcosa che non è nel libro” e forse qualcuno ne sarà scontento necessitandogli a tutti i costi la coperta di Linus. Abbiamo dato per assodato che vi sia capitato o vi capiterà almeno una volta nella vita di dover adottare o voler adottare un libro di testo per principianti. Ecco: che cosa vai a cercare in un libro di testo? Quali sono le tue priorità e le tue aspettative? Insomma quali sono i criteri in base ai quali se ne sceglie uno piuttosto che un altro? Abbiamo pensato che una breve incursione e riflessione comune su questo potesse risultare utile in un Seminano dedicato all’apprendimento dei principianti.

 Il laboratorio si è articolato così: tutti hanno ricevuto un foglio con questa intestazione:

Elenca in ordine di importanza i criteri che usi o useresti per scegliere un libro di testo per un corso di Italiano per principianti (di cui ovviamente sarai l’insegnante).

Ho dato 5 minuti per stilare questo elenco. Il tempo è stato intenzionalmente breve perché volevo che ognuno si confrontasse con ciò che veniva spontaneo piuttosto che ciò che si dovrebbe pensare.

Ho creato poi gruppi di 4 partecipanti e ho detto loro:

Avete venti minuti per stilare un elenco comune. Motivate le vostre scelte.

I criteri di scelta

Trascrivo qui fedelmente ciò che mi è arrivato gruppo per gruppo. Quasi tutti i gruppi hanno attribuito numeri ai vari criteri per indicarne la priorità.

Gruppo A

  1. Presenza di materiale veramente autentico.
  2. Presenza in maniera equilibrata di materiali di ascolto, di lettura e stimoli vari alla conversazione (foto, disegni, pubblicità ecc.).
  3. Una esposizione chiara, semplice ma completa della grammatica (non integrata lezione per lezione).
  4. Grafica accattivante, caratteri chiari, ben leggibili senza sovrabbondanza di immagini.

Gruppo B

  1. Grafica (perché l’elemento visivo e determinante).
  2. Autenticità dei materiali (perché l’input e ricco).
  3. Aree tematiche coinvolgenti (non considerare lo studente solo un turista ma un essere pensante. Se la tematica è coinvolgente facilita la produzione).
  4. Varietà nella tipologia delle attività proposte.
  5. Sviluppo paritetico delle quattro abilita.
  6. Facilita di consultazione per lo studente.
  7. Eserciziario separato per lo studente (è un filtro affettivo).
  8. Buona e affidabile guida per l’insegnante. Chiavi separate, solo per l’insegnante.

Gruppo C

  1. Situazioni comunicative reali (o quantomeno credibili).
  2. Lingua autentica o semiautentica.
  3. Grafica accattivante. Le immagini devono rappresentare la realtà del paese (una posta vera e non un disegno).
  4. Uso di materiali autentici.
  5. Unità suddivise per funzioni comunicative.
  6. Momenti di focalizzazione grammaticale chiari e contestuali.
  7. Focalizzazione sulla fonetica.
  8. Possibilità che lo studente crei una parte del testo nel senso vero e proprio come una specie di fascicolo che lo studente/essa crea facendolo diventare così parte costituiva del testo. Quello sarà ancora di più il suo primo libro di testo in italiano.
  9. Le attività di estensione didattica dovrebbero stimolare lo studente all’uso creativo della lingua in situazioni probabili per loro.
  10. La grammatica dovrebbe essere proposta secondo una modalità induttiva e non deduttiva.
  11. Alla fine del libro dovrebbe esserci una sintesi grammaticale.

Gruppo D

  1. Autenticità.
  2. Formato non voluminoso.
  3. Molte illustrazioni (autentiche).
  4. Guida per l’insegnante, come suggerimento, con molte illustrazioni chiare.
  5. Presenza di un supporto auditivo autentico e ben registrato.
  6. Spazi ad uso dello studente in fondo alle unità.
  7. Breve schema grammaticale dopo tre o quattro lezioni.

Gruppo E

  1. Materiali di ascolto autentici.
  2. Presenza di spunti per drammatizzazione libera.
  3. Situazionale e funzionale.
  4. Grafica.
  5. Articoli di giornale o altro materiale di lettura autentico.

Gruppo F

  1. Materiale autentico (canzoni, film, conversazioni, letture, ecc.).
  2. Situazioni reali quotidiane che coprano tutte le competenze.
  3. Molte attività e giochi.
  4. Grammatica non troppo scientifica, senza troppe spiegazioni teoriche.
  5. Eserciziario a parte.

Gruppo G

  1. La qualità del materiale proposto: autenticità, attualità, rilevanza per i discenti dei testi.
  2. Possibilità per l’insegnante di utilizzare in modo creativo tutto il materiale, con ampliamenti e modifiche.

Gruppo H

  1. Materiale autentico.
  2. Facilità di consultazione per lo studente .
  3. Grammatica raccolta in una sezione separata dalle attività (possibilmente alla fine).
  4. Giochi che prevedano un coinvolgimento fisico degli studenti.
  5. Presentazione grafica.

Gruppo I

  1. Autenticità dei testi scritti e degli ascolti (brevi, 2/3 minuti e interessanti).
  2. Molti giochi.
  3. Molte figure, disegni e foto (semplici e chiari).
  4. Formato maneggevole e grafica moderna con molti colori.
  5. Testi autentici per cloze linguistici.
  6. Sunto grammaticale schematico.

Gruppo J

  1. Metodologia comunicativa.
  2. Impostazione grafica/visiva colorata e stimolante studente/essa crea diventando cosi parte costitutiva del testo, che sarà ancora di più il suo primo libro di testo di Italiano.
  3. Possibilità di inserire nel testo foto, disegni, ecc.

Gruppo K

  1. Presenza di disegni e immagini.
  2. Materiale per ascolto.
  3. Dialoghi con situazioni reali.
  4. Articoli brevi di riviste o quotidiani.
  5. Esercizi di riempimento.

Gruppo L

  1. Motivo per il quale gli studenti vogliono imparare la lingua.
  2. Provenienza linguistico-culturale degli studenti.
  3. Le lingue che conoscono.
  4. L’età degli studenti.

Gruppo M

  1. Premessa: il libro di testo ideale non esiste. Detto questo:
  2. Testi autentici a livello adeguato: per questo l’autore deve avere un’esperienza didattica adeguata per poter scegliere sia i testi scritti che quelli per gli ascolti. Attraverso questi lo studente dovrebbe poter avere informazioni di cultura generale relative al paese di cui studia la lingua.
  3. Utile la trascrizione degli ascolti nella guida dell’insegnante.
  4. Veste grafica “carina” (ricca, colorata).
  5. Indice o quadro sinottico chiaro.
  6. Sintesi grammaticale e testi di comprensione analitica.
  7. Attività ludiche.
  8. Che sia “attuale” come testo, che parli di argomenti non “scaduti”.
  9. Che proponga attività che lo studente possa svolgere da solo (sviluppo della abilità analitica) su contesti linguistici autentici.

Gruppo N

  1. Impostazione del libro coerente con quella dell’insegnante.
  2. Uso di materiale autentico per letture e ascolti.
  3. Attività ludiche.
  4. Impostazione grammaticale chiara.
  5. Grafica interessante.

Gruppo O

  1. Corrispondenza tra i bisogni e gli interessi del gruppo e i temi presentati dal testo pena la loro inefficacia didattica.
  2. Autenticità del materiale poiché il materiale non autentico crea un contatto con una lingua artificiale.
  3. Non pesantezza: attività comunicative e tavole grammaticali come strumenti di ricerca per lo studente.
  4. Multimedialità.
  5. Grafica policroma.

Gruppo P

  1. Impostazione generale organica e ben organizzata tale da farne un libro base di consultazione.
  2. Facilità di consultazione.
  3. Presenza di materiale autentico (cassette audio).
  4. Presenza di esercizi grammaticali e lessicali.
  5. Stimoli o idee per giochi di gruppo (nel manuale per l’insegnante).
  6. Test di riepilogo di argomenti già trattati.
  7. Presenza di storie, racconti con finali aperti o con altre attività.
  8. Vocabolario.

Ho ritirato il risultato assicurando che sugli Atti avrebbero ritrovato tutto.

Autenticità

Sarebbe stato molto interessante fare una ricerca a tutto campo sui libri di testo esistenti, ma avendo solo un’ora scarsa a disposizione abbiamo dovuto selezionare al massimo un obiettivo raggiungibile. L’uso del termine autentico e la verifica dell’autenti­cità dei materiali ci è quindi sembrato essere ciò a cui un insegnante che dichiari di adottare un approccio comunicativo non può rinunciare nella scelta di un libro di testo. A questo punto ho detto brevemente:

Io metto sul tavolo un criterio che per me è al primo posto, irrinunciabile: l’uso di materiali autentici siano essi testi scritti che orali. Autentici perché garantiscono il massimo di ricchezza dell’input cosiché lo studente possa accedere ad una gran quantità di dati linguistici che elaborerà a livello conscio e inconscio e perché l’uso del materiale autentico garantisce di imparare a comprendere i nativi che parlano in modo naturale e spontaneo cioè senza nessuna prescrizione relativa all’argomento e al comportamento linguistico. 

Avevo predisposto quattro tavolinetti con un registratore. Ne ho distribuito uno per ogni gruppo insieme a due o tre libri di testo con eventuali cassette audio. L’elenco completo dei libri visionati si trova alla fine dell’articolo. Ho distribuito ad ogni gruppo la seguente scheda:

Scrivete sotto ad ogni domanda una risposta sintetica comune.

1) Fate una ricerca per vedere se viene usato nella presentazione, introduzione o quarto di copertina il termine materiale autentico.

2) Come viene proposto il materiale d’ascolto? Con quale scopo? Cosa è chiamato a fare lo studente?

3) Quali aggettivi useresti per descrivere il modello di studente che hanno in mente gli autori del libro come riferimento?

Finita la ricerca i partecipanti mi hanno consegnato le schede che sono qui materiale per le mie considerazioni. So che non c’è stato molto tempo per esplorare e magari conoscere testi mai visti prima, ma la ricerca era davvero circoscritta e credo che almeno per quel che riguardava la mia richiesta le risposte ricevute sono state più che indicative.

Gli insegnanti che hanno partecipato al laboratorio sono molto probabilmente tra i più esigenti se i giudizi che hanno dato non premiano nessuno e sottolineano quanto siamo ancora lontani dal ritrovare su libri di testo, anche tra i più seri e riconosciuti, una scelta decisa e chiara a favore del materiale autentico. E che in più se ne faccia un uso coraggioso e libero da altri ‘compiti’ se non quello dell’ascolto ripetuto per un numero di volte perché “il meccanismo della selettività percettiva è strettamente legato alla ripetizione dello stimolo. Quando uno studente riascolta lo stesso brano una seconda volta coglie, percepisce in maniera cosciente, altri elementi, altre parole.” (Micarelli, 1993)

La prima domanda

In risposta alla prima domanda della scheda, che richiede di verificare l’uso del termine “materiale autentico”, riscontriamo una risposta negativa per un gruppo di testi ancora largamente usati nel mondo i cui autori, coerenti con la loro formazione come insegnanti e con le loro convinzioni glottodidattiche non si pongono proprio il problema della autenticità dei materiali. (Non sono pochi. Ho fatto, tra l’altro, una ricerca internazionale dall’Europa agli Stati Uniti, America Latina e Brasile passando per il Giappone e l’Australia, per venire a sapere se nel mondo ci fosse stata una rivoluzione a mia insaputa nel campo dell’editoria di testi per principianti di Italiano, ma ho dovuto constatare amaramente che i libri usati sono sempre quelli vecchi di decenni, ormai aborriti anche da quegli insegnanti che non si sentono particolarmente intraprendenti.) Mentre riscontriamo una risposta positiva nei seguenti testi:

Bravo!Linea DirettaComunicare subitoGrundkurs ItalienischCorso ItaliaCorso di Lingua ItalianaUnoCapito.

La maggioranza di questi testi sono usciti negli ultimi dieci anni e sembrano, nelle intenzioni e convinzioni degli autori espresse nei vari paragrafi delle introduzioni (approccio, metodo didattico, presupposti teorico-metodologici, scelta dei materiali, ecc.) molto sensibili ai più accreditati studi e ricerche per cui l’input deve essere autentico e in grande quantità perché “lo studente impari a comprendere nativi che parlano in modo naturale e spontaneo, abbia l’opportunità di apprendere per via analitico-razionale e di acquisire per via inconscia la grammatica (nella accezione estesa) della lingua-bersaglio, possa entrare in contatto con la cultura (da intendersi in senso antropologico) dei nativi manifestata tramite comportamenti linguistici.” (Urbani, 1993)

I partecipanti, non volendo però accontentarci solo delle affermazioni degli autori, hanno fatto una ulteriore verifica sottoponendo i testi scritti e orali ad un loro giudizio. Hanno notato che nei libri di testi più seri cominciano ad apparire testi autentici (articoli di giornale, pubblicità, canzoni, poesia e brani di letteratura ecc.) per sviluppare la comprensione della lingua scritta, accanto a quelli “adattati da …” (provenienti per lo più da giornali o da testi letterari). Non scompaiono però completamente testi costruiti di sana pianta (per la maggioranza lettere e testi informativi sul costume degli Italiani, la Storia dell’Italia).

La buona grafica, l’uso del colore sono stati considerati fattori certamente importanti per la buona presentazione di un testo, per invogliare lo studente, ma non sufficienti.

Tra i testi visionati, di Comunicare subito tutti rilevano l’uso di ateriali autentici , non tutti sono d’accordo a considerare autentici gli ascolti proposti da Uno e da Linea Diretta. Un gruppo afferma di considerare autentici anche gli ascolti di Corso di Lingua Italiana nella seconda parte del libro. Per il resto la patente di non autenticità è garantita.

Le altre domande

In risposta al secondo gruppo di domande, le risposte sono le seguenti (ho messo insieme le diverse risposte per ogni testo perché credo che possano darne una visione precisa, anche se non sono tutte concordanti):

Linea Diretta: Introduce l’unità/ comprensione/ questionario/ scelta multipla/ i pezzetti di dialogo sono usati per presentazione della lingua e come modello da ripetere/ mettendo insieme i vari pezzi trascritti si ha tutto il dialogo battuta per battuta/
Corso Italia: familiarizzare con la lingua/ ascolto con foglio lavoro/ completare parti di testo parzialmente trascritto/
Uno: ascolto autentico/ fonetica/ esercizi di automatismo/ piccoli dialoghi o altro con foglio lavoro/ pratica orale delle cose già viste/ comprensione con foglio lavoro/
Bravo!: ascolto poi ripetizioni di frasi per la pronuncia e l’intonazione/ per verificare la giusta pronuncia
Grundkurs Italienisch: il testo dell’ascolto è scritto e nel Wortschaz (vocabolario) che segue ogni lezione c’é praticamente la traduzione/
Capito: dialoghi costruiti, facilitati/ lo studente è invitato a conoscere le regole dall’ascolto/
Comunicare subito: ascolto autentico con fogli lavoro di vero-falso o domande di comprensione/ conversazioni autentiche finalizzate solo alla pratica dell’ascolto/ uso globale dell’ascolto/ materiale comunicativo (diretto)/
Corso di Lingua italiana: viene imposta la trascrizione e lo studente deve ascoltare/ fogli lavoro/ all’inizio lo studente ascolta solo per esercitare la pronuncia avendo tutto il testo scritto/

Conclusioni

Guardando i testi che sono usciti in questi ultimi dieci anni ci si rende conto che la strada da fare è, in questa ottica, veramente tanta. A partire dal fatto che si continua a usare in dosi massicce nelle istruzioni sia orali che scritte la L1 del pubblico a cui il testo è destinato, cosa per me assolutamente deleteria perché ancora lo studente ad una insicurezza, ad una dipendenza dalla propria lingua mentre implicitamente non si riconosce alla lingua bersaglio la dignità di lingua di comunicazione ma soltanto di studio. Questo lo si può trovare in recenti testi usciti in Germania e non è motivato dagli autori.

Gli ascolti risultano tutti inesorabilmente costruiti a tavolino, recitati, asettici, senza nessuno di quei segni distintivi dell’autenticità. Per chi volesse approfondire il concetto di autenticità, la sua peculiarità rispetto alla non autenticità rimando alla lettura dell’articolo di Stefano Urbani (testo cit.).

Pochi sono i testi scritti in cui lo studente è chiamato a mettere sotto sforzo nell’attività di comprensione le strategie di previsione, verifica, revisione. Spesso sono molto brevi e soprattutto quelli costruiti lo sono naturalmente tutti intorno al vocabolario o all’obbiettivo di presentare un certo punto grammaticale, morfosintattico.

Non mi consola affatto che il Comunicare subito sia ancora considerato (cito da più di una scheda “un testo buono, che propone un’idea di studente flessibile, attivo, curioso e estroverso”. Personalmente ho fatto il pieno del Comunicare subito e credo che chi lo conosce e lo usa magari da parecchio, pur apprezzandolo, non può non sentirlo in parte datato e in parte da rinnovare. Il Comunicare subito è uscito nel 1980. Sono passati 16 anni. Cosa c’è stato che editori e autori ci hanno proposto? Quando è uscito il Comunicare subito era un libro che proponeva del nuovo in termini metodologici. E si è visto con quanta lentezza è stato adottato dagli insegnanti, salvo poi vedersi imitato a dieci anni di distanza con qualche risultato accattivante soprattutto nella grafica.

Stenta ad affermarsi l’idea che imparare una lingua è un processo individuale e assolutamente originale che l’insegnante può facilitare e indirizzare per maggiore economia ma che prescinde dall’insegnamento in sé. Si pensa quindi sempre di più a ciò che viene chiamata “l’autonomia dello studente” per cui la figura dell’inse­gnan­te sia sempre più quella di consulente e sempre meno ciò da cui dipende l’imparare. L’unica cosa di cui non può fare a meno lo studente e da cui non può prescindere l’insegnante è l’uso di materiali veramente autentici, quindi non preparati a tavolino che offrano a chi si avvicina alla lingua un’immagine reale di quella lingua e non banalizzata.

I testi visionati durante il laboratorio

Bravo              Capito             Ciao!               Comunicare subito Corso di lingua italiana              Corso Italia     Dire Fare Capire      Grunkurs Italienisch                 Linea diretta    Piacere                            Uno                        Viva l’italiano

Materiali didattici per l’insegnamento dell’italiano a principianti

Dopo il titolo di ognuno si trovano, in ordine, gli autori, l’editore, la data di pubblicazione, le componenti, i paesi in cui viene usato. Una precisazione: le informazioni che seguono sono precise ma, non essendo frutto di esperienza diretta, potrebbero non essere complete, e pertanto sarei grata a chi può fornire ulteriori integrazioni, che terrò a disposizione di chiunque voglia farne richiesta.

Avanti! (Traduzione inglese di Buongiorno!) Stanley Thornes; 1984; Gran Bretagna, ecc.
Basic Italian C. Speroni e C. Gollino; Holt, Reinhart e Winston; libro studente; Australia, ecc.
Bravo Katerin Katerinov, M. Clotilde Boriosi Katerinov; Ed Scolastiche Bruno Mondadori; 1992; libro studente, guida insegnante, 3 audiocassette; Giappone, ecc.
Breakthrough Italian G. Carsaniga; MacMillan; libro studente, 3 audiocassette; Gran Bretagna, Australia, ecc.
Buongiorno Italia BBC; libro studente, guida insegnante, 3 audiocassette, videocassetta; Gran Bretagna, Australia, ecc.
Buongiorno! Rossana Brambilla e Alessandra Crotti; Klett; 1984; libro studente, guida insegnante, 2 audiocassette; Germania, ecc.
Capito C.C.Buchner; Buchner; 1994; libro studente, audiocassetta; Germania, ecc.
Ciao! Renata Ficara, Kazuhumi Takada; Associazione italo-giapponese; 1993; libro studente; Giappone.
Cominciamo con l’ABC dell’italiano Nagami S.; libro studente; Giappone.
Comunicare subito R. Luzi Catizone, G. Piva e C. Humphris; Dilit; 1981; libro studente, guida insegnante, 4 audiocassette; Mondo, ecc.
Corso di lingua italiana Sandra Radicchi e Meris Mezzedimi; Bonacci; 1989; libro studente, audiocassetta; Germania, ecc.
Corso Italia Beatrice Rovere Fenati e Lucia von Albertini; Klett; 1994; libro studente, libro esercizi, chiavi, guida insegnante, 2 audiocassette; Germania, ecc.
Dire Fare Capire Gruppo Navile; Bonacci; 1994; libro studente, guida insegnante, audiocassetta; Italia
Facciamo italiano M. Totaro e P. Marmin; libro studente; Australia, ecc.
Grundkurs Italienische Iolanda da Forno e Chiara de Manzini; Max Hueber; 1993; libro studente, audiocassetta; Germania, ecc.
In italiano A. Chiuchiù, F Minciarelli e M. Silvestrini; Guerra; 1985; libro studente, audiocassette; Argentina, Germania, ecc.
Italianissimo BBC; libro studente, 2 audiocassette, videocassetta; Gran Bretagna, Australia, ecc.
Italiano facile Marisa Di Russo, Kazuhumi Mocizuki, Wataru Macida e Kazuhumi Takada; Associazione italo-giapponese; 1987; libro studente; Giappone.
Italiano Uno Berisso, Franzoni e Moriconi; Dante Alighieri, Buenos Aires; 1991; libro studente, guida insegnante, audiocassetta; Argentina.
Linea Diretta Corrado Conforti e Linda Cusimano; Max Hueber; 1994; libro studente, guida insegnante, libro esercizi, 2 audiocassette, CD; Germania, ecc.
Lingua e vita d’Italia K. Katerinov, M.C. Boriosi Katerinov; Langenscheidt/Bruno Mondadori; 1982; libro studente, libro esercizi, audiocassetta; Germania, Argentina, ecc.
L’italiano dalla conversazione Hakusuisya; libro studente, audiocassetta; Giappone.
Parliamo in italiano Pia Assunta Airoldi e Maria Grazia Galperti; Associazione italo-giapponese; 1992; libro studente; Giappone.
Parole e immagini Giovanni Battaglia e Giovanni Varsi; Bonacci; 1978; libro studente, audiocassetta; Italia, ecc.
Piacere! Alda Nannini, Kazuhumi Mocizuki, Kazuhumi Takada e Wataru Macida; Associazione italo-giapponese; 1995; libro studente, audiocassetta; Giappone.
Prego McGraw Hill; libro studente, audiocassetta, videocassetta, esercizi al computer; Australia, ecc.
Uno Gruppo Meta; Bonacci; 1992; libro studente, guida insegnante, 2 audiocassette; Germania, Stati Uniti, ecc.

Riferimenti bibliografici

Humphris, C. (a cura di), 1993, Ascoltare: perché, che cosa, come e quanto, Atti del 5° Seminario internazionale per insegnanti di lingua, Roma, Edizioni Dilit.
Micarelli, L., 1993, ‘Mappa di alcuni fattori in gioco durante una lezione di Ascolto autentico‘ in Humphris.
Urbani, S., 1993, ‘Il materiale inautentico è solo una versione leggermente pulita rispetto al parlato naturale o è proprio un’altra cosa?’ in Humphris.