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La Produzione libera scritta: 5 modalità

Il laboratorio è strutturato nel seguente modo: i partecipanti assistono a cinque brevi registrazioni video che illustrano cinque diverse modalità di svolgimento di Produzione libera scritta (PLS); i partecipanti annotano su dei fogli precedentemente distribuiti, e che recano sul frontespizio il nome della modalità, le loro impressioni; dopo ogni visione di filmato si apre un breve dibattito coordinato dal responsabile del laboratorio.

I Modalità: la lettera all’insegnante

Nel filmato si vede l’insegnante che distribuisce alla sua classe una lettera, da lui stesso scritta, in cui invita gli studenti ad iniziare una corrispondenza con lui. Nella lettera l’insegnante fa un breve presentazione di se stesso, dei suoi gusti e dei suoi interessi. Gli studenti leggono la lettera e sono invitati dall’insegnante a chiedere delle spiegazioni al collega vicino se ci sono delle incomprensioni riguardo al testo della lettera.
Dopo tale fase gli studenti scrivono la lettera di risposta. Man mano che gli studenti finiscono, consegnano la lettera all’insegnante. Alla fine l’insegnante chiede agli studenti un loro commento circa il lavoro svolto: una studentessa dichiara il proprio imbarazzo per aver dovuto scrivere una lettera il cui destinatario era di fronte a lei, un’altra afferma che preferisce scrivere la lettera a scuola, poiché se si trovasse a casa sarebbe certamente distratta da altre cose, mentre a scuola trova la giusta concentrazione, un’altra confessa di aver trovato la lettera dell’insegnante un po’ noiosa; l’insegnante ammette di essersi preoccupato di dare alla lettera una forma che permettesse un rapida e immediata comprensione e che dunque l’eccesso di preoccupazione può aver provocato questo effetto di banalizzazione.
Nel dibattito che ha avuto luogo immediatamente dopo sono state messe a fuoco alcune osservazioni .
La prima riguarda la necessità di aumentare la “personalizzazione” della lettera, al fine di ottenere un maggiore grado di autenticità dello scambio epistolare, pertanto si è consigliato a) di consegnare la lettera agli studenti in busta chiusa, b) di caratterizzare con un tono più personale il contenuto della lettera.
La seconda osservazione emersa dal dibattito è stato il consiglio di evitare la fase di consultazione fra gli studenti dopo che hanno letto la lettera dell’insegnante, ciò per evitare un immediato abbassamento del carattere “privato” della corrispondenza.
Più in generale, il commento finale riguardo a questa modalità di PLS è stato positivo, sia per l’efficacia dello stimolo alla scrittura, sia per gli indubbi vantaggi che comporta una più approfondita conoscenza dello studente. Ultimo commento che vale la pena ricordare: il successo di questa modalità è direttamente proporzionale alla mole di lavoro supplementare che l’insegnante deve sobbarcarsi.

II Modalità: il giornale di classe

Il filmato mostra una classe alle prese con una Produzione libera orale: ci sono due gruppi di “giornalisti” che, disoccupati perché il loro giornale ha cessato la pubblicazione per problemi finanziari, decidono di fondare un nuovo giornale. A questo punto l’insegnante distribuisce ai due gruppi alcuni esempi di giornali che altre classi hanno “stampato” in precedenza. Gli studenti esaminano questi giornali. L’insegnante li stimola dicendo che loro sono capaci certamente di fare meglio. Ogni “giornalista” all’interno del suo gruppo dichiara quali sono i suoi interessi e su quale argomento scriverà un articolo. Dopo aver attribuito il compito dell’impaginazione ad uno dei giornalisti tutti cominciano a scrivere. La fase della scrittura è seguita da una lunga fase di revisione eseguita dagli studenti fra di loro. Il primo numero del giornale si è avuto dopo circa sette ore di lavoro distribuito nell’arco di una settimana.
Un paio di commenti: l’avvio dell’attività è alquanto laborioso, il presentare esempi di altri giornali prodotti da altre classi se da una parte offre esempi utili a chiarire l’obiettivo del lavoro, dall’altra può rappresentare un condizionamento che può avere un effetto limitativo nei confronti degli studenti; il prodotto finale gratifica gli studenti in modo formidabile, pertanto bisognerebbe avere l’accortezza e l’abilità di arrivare in tempi rapidi alla “prima copia”.

III Modalità: il tema argomentativo

Nel filmato si vede una classe alle prese con la seguente Produzione libera orale: gli studenti sono i delegati dei cittadini di un paese che si chiama Stravagandia e discutono su come “rifondare le regole di partecipazione alla vita politica”. Il punto su cui verte la discussione è la seguente proposta: destinare alle donne esattamente la metà dei posti in politica. La classe viene divisa in due gruppi e parte la discussione durante la quale ogni “delegato” esprime la propria opinione riguardo alla proposta. Durata dell’attività: 30 minuti. Alla fine di questa fase l’insegnante dice ai “delegati” che saranno sostituiti da altri delegati e pertanto ognuno di loro dovrà mettere per iscritto tutto quello che ha esposto precedentemente nella discussione al fine di disporre di una utile documentazione. Durata dell’attività: 30 minuti.

Alcune osservazioni: si è notata l’estrema naturalezza con cui gli studenti sono passati dalla fase orale alla fase scrittura e ciò si è fatto risalire allo stato di estrema rilassatezza da parte degli studenti, dovuta evidentemente alla sicurezza di avere molto da dire; si è sottolineata l’importanza della scelta dell’argomento da dibattere, precisando che deve essere controverso e adatto alla tipologia degli studenti, pertanto è assolutamente pregiudiziale una buona conoscenza degli interessi degli studenti; è stata analizzata la possibilità di fare svolgere una Produzione libera scritta dopo una Lettura autentica o un Ascolto autentico: entrambe le possibilità sono state giudicate positivamente, con una nota critica per la PLS dopo un Lettura autentica in quanto c’è la forte tentazione di tornare al testo letto precedentemente.

IV Modalità: il diario

Nel brano filmato l’insegnante racconta di aver ricevuto in regalo da una cugina la trascrizione del diario personale di una sua bisnonna e ha pensato che le sue studentesse fossero curiose di conoscere i segreti pensieri di una signorina di cento anni fa. Distribuisce dunque alla classe le fotocopie di alcuni passaggi del diario e dà alla classe cinque minuti per leggere. Segue una breve conversazione fra l’insegnante e la classe, durante la quale qualcuno “confessa” di tenere un diario personale e la stessa insegnante dichiara di aver provato un forte stimolo ad iniziare lei stessa un diario e così è stato. Non solo. Ma ha acquistato dei quaderni per i suoi studenti. Li prende, ne fa scegliere uno ad ogni studente e li invita ad iniziare un diario in italiano. Li informa che avranno circa 20, 25 minuti di tempo, che possono consultare l’insegnante per qualsiasi problema e che nessuno leggerà il loro diario personale. Travolti da tanto entusiasmo gli studenti cominciano a scrivere.

La prima considerazione espressa è stata che l’input era veramente irresistibile, nessuno studente avrebbe potuto sottrarsi all’invito di scrivere, tanto era intrigante lo spunto iniziale e coinvolgente la modalità della richiesta. Lo spunto iniziale deve dunque catturare la curiosità e l’interesse degli studenti, pertanto è pregiudiziale una buona conoscenza dei loro gusti e delle loro preferenze (esistono, per esempio, numerose tipologie di diario).
Un’altra riflessione, volta anche questa a sottolineare la positività dell’attività, è stata quella che ha messo in evidenza la tranquillità che deriva dal fatto che nessuno leggerà il diario. E questo, cioè l’assenza di un destinatario, distingue in modo netto tale attività dall’attività “la lettera all’insegnante”, in cui la presenza del destinatario (e che destinatario!) non può non avere, se non altro all’inizio della corrispondenza, un effetto inibitorio.
Si è inoltre aggiunto che questa attività presenta una connotazione di autenticità che raramente si riscontra in altre attività.

V Modalità: scambio di corrispondenza

Nel filmato un insegnante spiega che ci sono in Germania degli studenti di un corso di lingua italiana che desiderano corrispondere con studenti che studiano la stessa lingua. L’insegnante del corso in Germania ha fornito i nomi dei suoi studenti. Si spiega che le lettere saranno spedite via fax per risparmiare tempo (pertanto si distribuiscono fogli bianchi e si prega di scrivere con penne e non con matite). Tale attività sarà svolta una volta alla settimana per 30 minuti (su un totale di 20 ore). L’insegnante distribuisce a caso i nomi degli studenti in Germania ed ognuno comincia a scrivere. Dopo 30 minuti tutti hanno consegnato. La seconda parte del filmato mostra lo stesso insegnante che, tre giorni dopo, consegna le risposte arrivate via fax (una studentessa ,che era assente la volta precedente, non riceve niente). Mentre consegna le lettere l’insegnante dice che devono scrivere la lettera di risposta (la studentessa assente la volta precedente riceve il nome di un suo collega in Germania e deve cominciare la corrispondenza). L’allegria della classe per il fatto di aver ricevuto della corrispondenza si tramuta in mugugno quando ricevono l’invito da parte dell’insegnante a rispondere alle lettere. Fine del filmato.

L’impressione generale che si è percepita dalla visione del filmato è questa: l’idea è buona, ma c’è qualcosa che non funziona. Dunque, vediamo. L’avvio dell’attività sembra buono, efficace. Gli studenti si mettono a scrivere di buona lena. Anche il ricevere la risposta è un momento positivo dell’attività, poi però cominciano i problemi. Forse volere far scrivere due lettere in quattro giorni è stato un errore. Prima cosa dunque da tenere a mente: l’attività va diluita nei tempi prestabiliti.

Era presente alla discussione anche Paola, l’insegnante del corso in Germania. La sua testimonianza ci ha permesso di avere un quadro completo dell’esperienza. Paola ci ha raccontato che, con poche eccezioni, l’attività non ha suscitato grandi entusiasmi. Entusiasmo che invece si era invece manifestato in un’occasione precedente, in cui gli studenti dovevano scrivere un lettera ad un persona, inventata dall’insegnante, che veniva nella loro città e che loro dovevano invitare e informare di tutto quello che sarebbe stato possibile fare insieme. Alcune indicazioni che si sono tratte dall’esperimento: è forse necessario un input più ristretto, dare un’indicazione più precisa sul perché si scrive; è forse necessario un intervento dell’insegnante sulla scelta dell’interlocutore al fine di evitare imbarazzanti corrispondenze con persone verso le quali non si prova un grande interesse; si è anche osservato che sarebbe meglio che gli studenti non abbiano la stessa madrelingua.