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La Lettura analitica: che cosa va analizzato?

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Versione orale: Stefano Urbani Versione scritta: Luigi Micarelli
I Parte
Qual è la funzione della Lettura analitica? È quella di analizzare e di affrontare la grammatica. Affrontare la grammatica su un testo che è stato precedentemente presentato in un’attività finalizzata alla comprensione, vale a dire la Lettura autentica.
Quindi: prima Lettura autentica e dopo Lettura analitica.
Questo tipo di attività (la Lettura analitica), presenta alcuni vantaggi rispetto all’insegnamento tradizionale della grammatica. Un vantaggio, per esempio, è che allo studente non si danno dei pacchetti preconfezionati di regole, ma sono gli studenti stessi invitati ad estrarre le regole dal materiale che viene loro sottoposto. Quindi lo studente ha una funzione non di passivo ricettore ma di attivo ricercatore. Un secondo vantaggio è che è un’attività più giocosa e più interessante per quanto riguarda l’insegnamento della grammatica, rispetto ad un insegnamento basato su di un travaso di informazioni da insegnante a studente. Un terzo vantaggio è quello della testualità di questa attività, in quanto viene svolta sempre ed esclusivamente su testi.

Mentre l’approccio più tradizionale alla grammatica viene svolto sulla base o di singoli enunciati o di semplici sintagmi, o anche su parti di frasi e nemmeno di frasi intere, nella Lettura analitica abbiamo un approccio testuale.
Da un punto di vista di carattere strettamente linguistico ci sono tutta una serie di temi sui quali, non a caso, la grammatica tradizionale o ha sorvolato o se vi è soffermata ha detto spesso delle inesattezze. Ci sono, dicevo, tutta una serie di questioni grammaticali che possono essere affrontate solo su base testuale.

Facciamo qualche esempio:
• tutti i fenomeni attinenti alla cosiddetta coesione testuale, (per esempio i connettivi, espressioni come: dunque, quindi; infatti; del resto; ecc);
• i vari segnalatori del discorso, espressioni che servono per iniziare un’interazione comunicativa, oppure servono a segnalare una conclusione prossima del proprio discorso, o servono a cedere la parola all’altro, oppure servono a prendere la parola all’altro mentre sta ancora parlando;
• i tempi verbali, un caso emblematico è la distinzione perfetto/Imperfetto;
• l’opposizione tra articolo determinativo/indeterminativo;
• ecc.
Alcuni di questi argomenti riguardano più specificatamente la lingua orale mentre altri sono comuni sia alla lingua orale che alla lingua scritta, ma in ogni caso questi temi possono essere affrontati solo su BASE TESTUALE.

II Parte
Un altro argomento che può essere studiato solo su base testuale è quello dei dispositivi di riferimento anaforico. Cos’è il riferimento anaforico? Facciamo un esempio. Se dico: “Stamattina ho visto Paolo, l’ho trovato in gran forma”. Lo significa Paolo, menziona qualcosa che verrà detta immediatamente dopo.
Se dico: “Lo dico adesso e non ve lo voglio ripetere più, tutti al ristorante insieme”. “Lo” significa “tutti al ristorante insieme”. E questo è anche un caso di riferimento anaforico, allora quando si parla di anafora si usa questo termine in due accezioni:
• anafora in senso lato è un riferimento a qualcosa che o è stata detta precedentemente nel testo o verrà detta dopo;
• anafora in senso stretto è un riferimento a cose menzionate prima;
• si usa il termine catafora per fare riferimento a cose che verranno menzionate dopo nel testo.

III Parte
Necessariamente su base testuale deve essere affrontato il tema del riferimento anaforico, se riferimento anaforico significa richiamare qualcosa che è stato detto prima o che verrà detto dopo si deve fare riferimento al testo in cui quel dispositivo di riferimento anaforico si trova.
Compito per il lettore: leggere l’articolo qui si seguito riportato, quindi preparare un esercizio da proporre ai vostri studenti sui dispositivi di riferimento anaforico presenti nel testo.
oppure
Compito per il lettore: leggere l’articolo qui di seguito riportato, quindi eseguire l’attività di Lettura analitica che segue.

Lettura analitica
Qui sotto c’è un elenco di espressioni contenute nel testo. Ogni espressione, contrassegnata nell’elenco da una lettera, fa riferimento ad una “entità” (persona, oggetto fisico, idea, ecc.) che è stata già menzionata nel testo (o che sarà menzionata immediatamente dopo).
Sottolinea la parola o le parole del testo con cui tale “entità” viene menzionata e scrivi accanto la lettera.
Esempio
a sua (14) sottolineare nel testo l’individuo (12) e scrivere accanto alla riga 12 la lettera “a”

b ci (15)
c egli (19/20)
d essa (20)
e suoi (22)
f questa trasfigurazione (24)
g ne (29)
h si (35)
i questo campo (37/38)
j suo (47)
k che (51)
1 lo (54)
m questa proprietà dell’erotismo femminile (66/67)
n 1′(69)
0 la (84)
p quello (86)
q loro (94)
r loro (94)
s lo (95)
t quella (98)
u le (99)
v sua (105)
w suo (108)

IV Parte
Vediamo il primo esempio. Che cosa sto chiedendo allo studente? “sua” riga 14, “sua” di chi? dell’individuo di cui si è parlato a riga 12. Allora io gli chiedo di sottolineare “l’individuo” che si trova a riga 12, e di scrivere accanto alla riga 12 la lettera a che corrisponde a “sua”.
Diamo una rapida occhiata ai dispositivi elencati, cosa troviamo: pronomi personali, relativi; dimostrativi; possessivi; un intero sintagma nominale introdotto da un dimostrativo; ecc.
Che cosa chiedo allo studente di fare? Nel primo caso è semplice, lui deve sottolineare “l’individuo” e scrivere accanto la lettera a. Ma andiamo al caso f. Che cosa voglio che lo studente faccia? Con F lui deve sottolineare da “trasfigurare” (riga 16) fino a “debolezze” (riga 23). Io non voglio che lo studente riformuli il testo, io chiedo solamente di identificare la parte del testo che costituisce l’antecedente di “questa trasfigurazione” .
Vediamo ora il caso di m. “questa proprietà dell’erotismo femminile”, riga 66/67. Qui già troviamo un piccolo problema perché di quale proprietà dell’erotismo femmi¬nile sta parlando l’autore?
Andiamo a vedere il testo e leggiamo da riga 55 a riga 63. Nel testo “questa proprietà” viene attribuita alle giovani donne che si sentono attratte, la domanda che possiamo farci è: “questa proprietà” include 0 no le giovani donne? Questo è un caso interessante perché in realtà il riferimento la lascia piuttosto vago, quindi non sempre il riferimento anaforico è Cosi chiaro, ci possono essere punti in cui scoprire il riferimento anaforico necessita di un processo interpretativo non univoco.
Se andiamo alla lettera i “questo campo”, righe 37/38, qual è l’antecedente? O quali sono le parole del testo che lo studente dovrebbe sottolineare? In questo caso va fatta un’operazione di estrapolazione del testo, in quanto non è esattamente circoscrivibile la porzione testuale che viene richiamata dal dispositivo di riferimento anaforico, bisogna fare un’operazione interpretativa che va al di là della stretta enunciazione testuale letterale.