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Lettura autentica: un esempio

Questa attività di Lettura autentica dura circa 30 minuti. La classe in cui l’ho sperimentata è formata da sei studenti che si trovano all’inizio del secondo mese di studio dell’italiano.

Comincio col distribuire a ciascuno una fotocopia dell’articolo da leggere (allegato) e li invito a leggerlo rapidamente con l’obiettivo di coglierne il senso generale senza lasciarsi bloccare da singole parole o anche frasi che non capiscono. Per questa prima lettura assegno loro 5 minuti circa. Allo scadere del tempo li fermo; solo una studentessa dice di essere riuscita ad arrivare fino alla fine, gli altri accolgono il mio “alt” con lamenti e sguardi scoraggiati.

Li invito a rileggere dall’inizio più rapidamente cercando di capire di più e do loro ancora 5 minuti. Allo scadere del tempo questa volta tutti hanno letto l’articolo almeno una volta, alcuni due.

Li invito allora a rovesciare il foglio e a socializzare con il compagno vicino quello che hanno capito. Due studenti tendono a girare il foglio, ma spiego loro che devono raccontarsi quello che si ricordano e con le loro parole. Questa prima socializzazione dura abbastanza poco e noto che alcuni paiono scoraggiati e assumono la tipica espressione “è troppo difficile, non ho capito niente”.

Quando vedo che la prima coppia ammutolisce fermo anche gli altri e do inizio ad una nuova fase della lezione.

Distribuisco loro il seguente foglio:

1) Che cosa ha deciso l’assemblea di ieri mattina?
2) Che cosa ha provocato la morte di Leandro Meloni?
3) Che cosa è successo il luglio scorso sul Roma-Napoli?
4) Qual è il problema per la notte, sui treni?
5) C’è sempre la Polfer sui treni?
6) Perché protestano i lavoratori dei treni?
7) Quali sono le ipotesi sulla causa della morte del ferroviere?
8) Che cosa chiede il documento dei ferrovieri?
9) Che succede domani alle 11?

dove ho preparato delle domande, una per ogni paragrafo, che vertono sul senso generale del testo. Le domande sono molto semplici e so che non creeranno problemi di comprensione. Rappresentano solo uno stimolo nuovo alla lettura.

Ora dico loro che avranno a disposizione 10 minuti di tempo per cercare nel testo le risposte a quelle domande, risposte che non andranno scritte, e dico loro che, se vogliono, possono consultare il dizionario.

Faccio loro notare, però, che devono scegliere con attenzione e saggezza se usarlo e quali parole cercare per non perdere tempo inutilmente.

Do il via al lavoro.

Ogni tanto li incalzo dicendo “mancano 5 minuti… 3 minuti… ” perché si rendano conto che devono veramente usare più l’intuizione e il ragionamento che il dizionario.

Alla fine dei 10 minuti li fermo e li invito a mettere da parte il dizionario, girare il foglio con l’articolo e confrontare le risposte con il compagno.

Quando la prima coppia ha finito fermo tutti, li invito a rileggere ancora una volta l’articolo e faccio seguire questa rilettura da una nuova socializzazione con un compagno diverso.

Treni, teppismo quotidiano

di ALESSANDRA ROTA

“C’è voluto il morto per aprire il caso ‘sicurezza sui treni'”; ieri mattina, alla stazione Termini, alla fine di una affollata assemblea, il personale viaggiante aderente alla Filt, Saufi, Uilt e al sindacato autonomo, Fisaf ha proclamato uno sciopero di 24 ore. Dalle 21 di oggi alle 21 di domani il 70 per cento dei treni a lunga percorrenza non partiranno e resteranno fermi tutti i convogli locali.

L’astensione dal lavoro di conduttori, capotreni, assistenti, controllori, interesserà anche i convogli merci degli altri impianti romani. La morte di Leandro Meloni, ucciso sabato da un sasso sull’Espresso 688 Reggio Calabria Roma, ha sconvolto i ferrovieri “Ma ci ha convinto ad uscire allo scoperto per denunciare le inadempienze dell’azienda nei nostri confronti” dice Pompeo Andolfi, un collega di Leandro Meloni “sono anni che segnaliamo e denunciano gli atti di teppismo che, quotidianamente, avvengono sui vagoni”.

Le storie di violenza, di paura, di intimidazione sono tante: “Lo scorso luglio sempre sul Roma-Napoli, un viaggiatore è stato colpito alla testa dalla ‘solita’ pietra volante” continua Pompeo Andolfi “l’ho soccorso io. Era privo di sensi ed è stato ricoverato per trauma cranico”.

La notte poi i timori di aggressori all’interno degli scompartimenti aumentano “sono giovani, ci minacciano e se li denunciamo magari per furto, dopo tre giorni li ritroviamo sulla nostra linea, più agguerriti, più pericolosi” spiega Remo Strumbolo un altro dipendente FS “spesso ci sventolano una pistola sotto il naso. Siamo indifesi e non siamo in grado di tutelare i viaggiatori”.

La Polizia ferroviaria (Polfer) scorta soltanto i treni “speciali”. (quelli postali o con carichi preziosi) e la cronica carenza di organico mette a dura prova la buona volontà degli agenti.

“Un disinteresse anche sindacale” continua Andolfi “troppo spesso le segreterie confederali hanno latitato. Per metterle d’accordo, ripeto, c’è voluta la disgrazia”. Il malumore, la rabbia, lo sconforto, la sensazione di essere completamente abbandonati ai raid, agli assalti, al vandalismo hanno convinto i circa 500 addetti del personale viaggiante (fra loro ci sono 50 donne) a scioperare “Qui si parla di riforma” dice Luciano Chiolli “e tutto quello che ci viene proposto è una ulteriore riduzione di organico. Se attualmente ogni 10 vetture ci sono soltanto un capotreno e un conduttore, che cosa succederà con l’ulteriore diminuzione che l’azienda vorrebbe far passare?”.

Nei corridoi, sotto le volte degli stanzoni della stazione Termini, si discute di arresti e responsabilità per la morte del ferroviere. Le ipotesi che si fanno sono tante e così le voci che girano: qualcuno ha indicato in un contadino che lavorava la terra accanto ai binari il colpevole involontario dell’accaduto “ha sollevato con la pala una pietra che lo ostacolava e ha centrato il finestrino” (era la voce che girava ieri mattina alla stazione) ma le indagini dei carabinieri e della Polfer sembrano ormai indirizzate verso un cantiere di Campoleone (è questo il nome della località dove è avvenuto l’incidente). Operai e dirigenti sono stati già individuati e interrogati.

Ma non sarà lo sciopero 1’unica forma di lotta del personale viaggiante; oggi sarà inviato un documento ai gruppi parlamentari perché rivolgano una interrogazione al ministro dei trasporti Claudio Signorile “Chiediamo più sicurezza per noi e per i passeggeri, una maggiore prevenzione e una diversa utilizzazione della Polfer” dice Luciano Chiolli “chissà se una volta tanto il ministro rispetterà le promesse”.

Domani alle 11 nella chiesa dell’Immacolata a San Lorenzo saranno celebrati i funerali di Leandro Meloni.